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Diario di bordo di Pierpaolo Valenti

Chi sono

Blogger: neuroniliberi
Nome: Pierpaolo Valenti
cinefilo polemico, collerico dissidente della rete. voce fuori dal coro, curioso, amplificatore di pensieri forti indeboliti dalla comunicazione di massa. proiettato nel futuro, odia le nostalgiche rievocazioni anche se a volte ne rimane vittima... come tanti altri. laico, perchè la Chiesa e le religioni hanno fatto già abbastanza danni (non bastavano forse le Crociate e l'11 settembre?). Crede nel Sud del mondo, combatte per renderlo un posto in cui sempre più persone possano vivere, non sopravvivere o vivacchiare. Odia le strumentalizzazioni di chi fonda circolidelcinema pensando ai film come meri contenitori di messaggi, senza capire nulla. Spero che un giorno, nelle scuole, si riesca a parlare un pò meno di D'annunzio e un pò più di Dostoevskij... a introdurre l'educazione al linguaggio delle immagini... a studiare seriamente la storia dal Dopoguerra a oggi. Essendo un precario, sono condannato a vincere.

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martedì, 20 novembre 2007

So long, my friends

Questo blog finisce qui.
Non so se riprenderò a scrivere di me e dei miei interessi così come ho cercato di fare su queste pagine. E' stato bello, ma l'impossibilità di tenerlo aggiornato (un pò la pigrizia, un pò gli impegni sempre più assorbenti) mi ha indotto a prendere questa sofferta decisione.

Vi invito a continuare a seguirmi sulle pagine di questo nuovo blog, è un progetto cui tengo moltissimo.

Arrivederci


postato da: neuroniliberi alle ore 17:09 | link | commenti
categorie: calcio, dilettanti, santacrocefc
sabato, 16 giugno 2007

 

Duecento Festival, tantissimi corsi e pochissime esperienze di produzione. E intanto il cinema italiano annaspa!

La proposta: Laboratori di produzione, anche nel Sud. 

Secondo me è importante che nascano un pò dappertutto, approfittando di fondi comunitari, regionali, scolastici (parrocchiali?) non più festival e rassegne, che pure sono importanti ma ce ne sono fin troppi, bensì LABORATORI con un minimo di dotazione tecnica e tanta buona volontà per sperimentare.
Youtube e il mulo sono pieni di corti, in alcuni casi pure apprezzabili, ma il più delle volte banali, mal fatti o che comunque ripropongono formule e personaggi già visti.
Partiamo dai generi economicamente più abbordabili per noi indipendenti, magari anche dal documentario, e cerchiamo di metterci dentro le nostre suggestioni... osiamo, rimanendo nel dominio del possibile.
Avere a che fare con l'audiovisivo non solo da appassionati è faticoso e spesso snervante, ve lo dice uno che, mosso dal sacro fuoco, uno di quei laboratori è riuscito a metterlo in piedi davvero.
E nemmeno immaginate la diffidenza di questi quattro ragazzotti quando, chiacchierando, cercavo timidamente di parlare di generi, anni '70 e cinema viscerale... poi qualcuno se n'è accorto in fase di montaggio, quando con premiere pro mi sono divertito come un matto riesumando vecchie visioni...
A me dei generi, forse, non me n'è mai fregato nulla per davvero... amo il cinema, quello che mi lascia qualcosa, a prescindere se sia fatto da Fernando Di Leo, Morgan Spurlock o Robert Zemeckis.
Ho cominciato a leggere il libercolo di libero a firma feltri-brunetta (li odio, ma mi ha incuriosito il titolo)... se solo la metà di quanto si dice è vero... ormai ogni regione ha la sua film commission, ci sono scuole dappertutto: ma quante di queste si concludono con un prodotto finito? Noi lo abbiamo fatto, poi abbiamo sottotitolato i filmati in inglese, fatto stampare 5000 dvd... è un prodotto che circolerà parecchio nei canali istituzionali ma anche in europa (finlandia e inghilterra, pare)... sono audiovisivi sociali, ma in quanti documentari che non parlassero di john ford o demofilo fidani avete ascoltato una colonna sonora da western? Sono esperimenti che, per quanto insignificanti, vanno sicuramente al di là dell'ansia eiaculatoria di girare scenette con la camerina e uploadarle sul Tubo.
Se enti locali e sindaci boriosi vogliono visibilità bisogna far capire loro (mission ALMOST impossible, ok...) che è inutile organizzare l'ennesimo (e dispendioso) premio letterario (in calabria ne abbiamo 1800!!!) o festival del cinema... se nascono strutture del genere, magari collegate a qualche nome di prestigio che di tanto in tanto possa farsi vivo con un seminario aperto alla cittadinanza e momenti di coinvolgimento della classe imprenditoriale locale... magari col tempo qualcosa cambia.
Ci vogliono fegato e capacità organizzativa, atteggiarsi da artisti serve a poco.. anzi, è controproducente.
Sporchiamoci le mani con gli spot, i video aziendali, le piccole campagne di comunicazione per promuovere i prodotti tipici, i documentari girati nei paesini... mettiamoci tutto quello che abbiamo dentro, tutta la nostra passione... da cosa nasce cosa...
Sfruttiamo la legge urbani proponendo un pò di product placement alle pmi locali, per circuitarne il marchio all'interno del ns corto-medio da pubblicare su brightcove.com... conoscete questo sito? E' una specie di youtube customizzabile, non hai problemi nè di banda nè di interfaccia e decidi TU cosa metterci sopra!
Realizziamo dei promo organizzando campagne di raccolta fondi... basta il promo scaricabile a pagamento da internet: lo fai visualizzare in flash e per quello di buona qualità prevedi un euro o più...
Forse nel sociale è più semplice, agganci la produzione a una causa nobile... ma chiunque può prevedere di devolvere parte del ricavato del proprio fund raising a un'associazione, a un ospedale o ad altro ente benefico. Esistono CASI DI STUDIO che dimostrano il successo di alcune iniziative del genere!

postato da: neuroniliberi alle ore 14:38 | link | commenti
categorie: documentario, calabria, audiovisivo
giovedì, 14 giugno 2007

Creare valore, dire la verità, divertire.

Convergenza tra advertising e narrazione. La nuova frontiera del permission marketing audiovisivo sui social networks multipiattaforma.

Le aziendozze che fatturano annualmente cifre a nove zeri per produrre spot tridimensionali sempre più iperbolici - nel bieco tentativo di nascondere una disarmante povertà di idee - cominciano a tremare. O almeno avvertono le vibrazione telluriche originatesi dalla diffusione delle ultime in tema di raccolta pubblicitaria. La verità è che, come sottolineato già da qualche tempo da seth godin, tutti gli spazi (digitali e non) sono saturi e il bene più prezioso, l'attenzione del potenziale consumatore, è conteso a colpi di messaggi pubblicitari arcaici che interrompono lo spettacolo (?) e invadono le case dei telespettatori con messaggi non voluti e non richiesti. Eppure sul web ci sono community di ogni genere, pronte ad accogliere chiunque sia in grado di aggiungere informazioni (quindi valore) alle discussioni virtuali... ma per pigrizia si preferisce elargire un bell'assegno all'agenzia di turno!

Sono ancora poche le multinazionali in grado di comprendere il cambiamento radicale che si sta producendo. Vedete per caso la Apple investire ingenti budget in commercials? La factory di Steve Jobs non ha bisogno di dire bugie, è bastato il passaparola ("word of mouth") dei fans a rendere l'I-Pod il lettore mp3 più venduto al mondo.

Per avere successo in un mercato inflazionato da spazzatura e messaggi ingannevoli bisogna cominciare a essere straordinari, a distinguersi realmente per l'avere in catalogo un prodotto o servizio speciale.

In questo scenario si aprono significativi spiragli per piccole e medie imprese pronte ad autopromuoversi con video brevi e divertenti, da cliccare sul web, mostrare e condividere attraverso il telefonino, commentare sui forum e sui social networks.

Non servono miliardi in pubblicità televisiva per avere successo: la qualità del prodotto e una buona idea per veicolarlo, sono questi gli ingredienti per sfondare nel nuovo millennio!

postato da: neuroniliberi alle ore 22:58 | link | commenti
categorie:
sabato, 14 aprile 2007

Ci siamo.

Il 3 maggio a partire dalle 19,00 la città di Catanzaro (e non solo)  conoscerà il frutto di un lavoro durato tre anni: non vi tedio col consueto riassunto delle puntate precedenti, chi vuol sapere com'è cominciata questa avventura può cliccare qui.

Il "palcoscenico" sarà quello dell'auditorium Casalinuovo, solo poche parole di presentazione: poi le luci si spegneranno e saranno proiettati quattro documentari sulla condizione delle donne calabresi.

"Quando l'arte diventa donna", "Donne in campo", "Passato Presente", "Donne in salita": questi i titoli dei lavori. Il tutto preceduto da una sigla in 3D on line da pochi giorni su youtube.

L'invito è esteso a tutti gli amici calabresi... teoricamente a tutti gli altri!

postato da: neuroniliberi alle ore 11:10 | link | commenti
categorie: donne, documentario, maggio, calabria, youtube, catanzaro, audiovisivo
lunedì, 08 gennaio 2007

Stasera cercherò di scrivere di una delle cose che ho più a cuore. Non è semplice: si rischia sempre di scadere nel ridicolo, di essere derisi, quando si parla di qualcosa o qualcuno capace di lasciare un segno su noi stessi. Ci si sente quasi in debito di obiettività.

Negli anni '80 c'era un'emittente locale che trasmetteva in forma del tutto asistematica una delle serie più struggenti di sempre. Era l'incredibile Hulk. Ma era soprattutto il dottor David Banner, che con la sua profonda umanità usciva dallo schermo commuovendo tantissimi telespettatori in tutto il mondo.

In un presente dominato dalla computer graphic più sfrenata può sembrare assurdo tessere le lodi di una serie che oggi, sotto il profilo tecnico, fa solo sorridere: ma è ben altro che a 30 anni di distanza dall'esordio colpisce anche il più smaliziato dei fans. E' la sensibilità di un character che, nonostante la profonda genialità delle sue intuizioni scientifiche, è condannato dai suoi stessi rimorsi (e dal suo fatidico errore) a vagare ramingo per gli States, in fuga da un reporter zelante ma soprattutto dalla paura, nel trasformarsi, di poter fare del male a qualcuno.

Eppure David, durante un tragitto di 5 anni (e oltre 80 puntate), non fa altro che seminare bontà e speranza: forse è proprio la coartata condizione da lonely man a spingerlo ad avvicinarsi agli sconosciuti... il più delle volte dei losers, in un'America che all'epoca non temeva di mostrare il suo lato meno telegenico.

Anche all'epoca, niente più che un bambino, accendevo la tv in cerca di David e non del gigante di giada. Nonostante le sciocchezze scritte da Popper nel suo Cattiva maestra televisione, nefandezza editoriale senile il cui epilogo è rappresentato da una manichea e maldestra elencazione dei programmi tv più diseducativi (tra i quali figura anche Hulk), credo di essere cresciuto con una profonda sensibilità... e la causa di tutto ciò, oltre alla meraviglia che era mio nonno, penso di doverla al personaggio interpretato dal compianto Bill Bixby.

Bixby è stato uno di quei (tanti) uomini dell'intrattenimento a non giungere mai alla fama dei clamorosi palcoscenici: è stato un gran lavoratore, si è fermato solo cinque giorni prima di morire (all'epoca, nel '93, dirigeva il serial Blossom). Aveva però qualcosa di speciale: era il padre, lo zio, l'amico ideale. Uno di famiglia, insomma.

Per quanto insignificante e scritto alla men peggio possa essere il mio ricordo, stasera volevo comunque arricchire il mio blog di un'ulteriore riflessione su Bill: un uomo che anche nella vita personale ha sofferto tanto (la morte prematura del figlioletto, il suicidio della moglie Brenda, una brutta malattia che lo ha falciato non ancora sessantenne). E' proprio vero. A volte la realtà supera la fantasia.

Tornerò a parlare di qualche episodio, sì.

postato da: neuroniliberi alle ore 23:11 | link | commenti (1)
categorie: banner, hulk, bixby
domenica, 07 gennaio 2007

Confesso: non è stato un anno esaltante.

Ho combattuto con/contro la politica, i funzionari, i colleghi (talvolta) ostili e l'assurda burocrazia italo/calabrese, strani esseri come le signorine uomo, gli uomini signorina e gli amici comparsa.

Solo dopo molti mesi ho il coraggio di tornare su questo diario virtuale per tentare di scaricarmi e darvi qualche consiglio cine-fumettistico-letterario.

Paolo Sorrentino ha girato uno dei film italiani tra i più "lirici" degli ultimi anni, è la sua opera prima e si intitola L'Uomo in più (2001): l'ho recuperato da poco, visto e rivisto, collocato nella mia personale Hall of Fame. Bravissimi Andrea Renzi e Toni Servillo (ma sti americani invece di chiamare Muccino a girare l'ennesimo filmetto con morale compresa nel prezzo... perchè non si guardano meglio intorno, se davvero in cerca di contaminazioni serie??).

Dissociatomi ormai da tempo dalla liturgia festaiuola dei cinepanettoni, guardo con interesse nerdistico alle prossime uscite: Rocky Balboa (è come la fede calcistica... non si discute), il secondo capitolo di Fantastic Four (cercate il trailer, c'è un silver surfer spettacolare), il nuovo spider-man col costume nero...

L'ingresso in campo della Planeta DeAgostini nel mercato italiano dei comics ha fatto sussultare il mio mai sopito spirito da Vero Credente: una valanga di fumetti si sta abbattendo su edicole e fumetterie, ce n'è davvero per tutti i gusti e tutte le tasche. Spero di riuscire a seguire la serie de LEGIONE DEI SUPER-EROI, una collana che nel belpaese (così come tutti o quasi i personaggi DC) non ha mai avuto vita facile, ma anche qualche volume classico... pare che filnalmente riuscirò a leggere il Green Lantern disegnato da Gil Kane.

Non può mancare un cenno alle formidabili serie televisive degli ultimi anni, sempre più adrenaliniche ed entusiasmanti. 24 è una di quelle: ho visto la quarta serie, impressionante per colpi di scena e cura dei particolari. Un plauso anche alla nuovissima Heroes della NBC: ho letteralmente divorato i primi 11 episodi, attendo con ansia il prosieguo. Attualmente sto recuperando 4400 e Smallville... sì, questo rinnovato interesse per la Sci-Fi è probabilmente dovuto alle tante delusioni riservatemi dal mondo reale.

Ultime letture? ITALIA ODIA, il libro di Roberto Curti sul poliziesco all'italiana. Peccato per qualche imprecisione (il Nizzardo de POLIZIOTTO SPRINT è interpretato da Angelo Infanti, non da Giancarlo Sbragia!!!), rimane il testo di riferimento sul tema.

postato da: neuroniliberi alle ore 18:10 | link | commenti
categorie: supereroi, poliziesco, heroes, 4400, 24 , sorrentino, balboa
domenica, 21 maggio 2006

Testo di un e-mail appena inviata al direttore del settimanale L'Espresso.

Egregio Direttore,
 
dispiace leggere articoli infarciti di luoghi comuni come quello di Adriana Fioroni: sono anni che sentiamo vomitare le stesse parole (con annesse analisi sociologiche) sulla cosiddetta "generazione x".
"Incapaci di volare" sono quei giornalisti che, armati di carta copiativa, rimangono in superficie senza approfondire temi troppo frequentemente liquidati con una sfliza di banalità.
Se i giovani fuggono dalla politica è soprattutto a causa di una classe dirigente imbolsita e distratta rispetto alle innovazioni che hanno sconvolto lo scenario mondiale. Basti un esempio: i miliardi investiti nel digitale terrestre, a scapito di tante aree del paese ancora non raggiunte dall'adsl (per non parlare della fibra ottica, che al Sud rimane un miraggio).
La politica potrà riavvicinarsi ai giovani solo rendendo possibile la costruzione di ponti digitali: di quello sullo Stretto faremmo volentieri a meno.
postato da: neuroniliberi alle ore 15:12 | link | commenti
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lunedì, 13 marzo 2006

Dedicato a tutti quelli che lo credevano impossibile.

Dedicato alle cassandre, ai pavidi, agli ignoranti, ai superficiali, agli incolti.

E' una bella giornata per l'audiovisivo calabrese!

www.webworkingwomen.com

http://www.catanzaroinforma.it/pg/appuntamenti.asp?app=348

postato da: neuroniliberi alle ore 09:51 | link | commenti
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giovedì, 02 marzo 2006

I miei più sinceri complimenti a Johnatan Demme, The Agronomist (2004) è davvero un bel documentario.

Il film narra la vera storia di Jean Dominique, agronomo e giornalista radiofonico haitiano, impegnato nella difesa dei diritti umani nel suo paese. Dal 1968 diresse Radio Haiti-Inter e lottò strenuamente per la democrazia del suo popolo contro la corruzione e le ingiustizie.

In un'epoca in cui gli editori preferiscono gli psicologi ai giornalisti (leggasi sotto), l'infotainment brunovespiano infesta l'etere e la rai lascia in panchina fuoriclasse come Biagi e Santoro (vivaddio, in barba allo share che in presenza di costoro si impennava!) a beneficio di ex cantanti nani, damone ottocentesche e comparse già scomparse un film del genere ci rincuora, ci riscalda, rinfocola la flebile scintilla della speranza.

Clooney, guarda e impara. It's not a party.

postato da: neuroniliberi alle ore 13:20 | link | commenti
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mercoledì, 01 marzo 2006

postato da: neuroniliberi alle ore 23:12 | link | commenti
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